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Quando mi hanno chiesto di scrivere questo articolo, sul ruolo del papà e quindi dell’uomo all’interno di una situazione di improvvisa nascita di un figlio prematuro, ho avuto qualche difficoltà emotiva, essendo madre di due gemelli prematuri ed avendo vissuto una situazione ospedaliera molto difficile, per dirla alla leggera, durata 40 giorni prima del parto e 40 giorni di TIN dopo il parto (ma questa è un’altra storia).

Da donna e madre mi sono ritrovata completamente sola in ospedale essendo il padre impegnato lavorativamente fuori regione e avendo partorito d’urgenza. Ma ho avuto modo di osservare tanti padri, molti amorevoli ma completamente impreparati all’evento, non che la donna non lo sia ma, il suo  istinto naturale di madre le permette di essere più versatile

Ma veniamo al punto. Il ruolo del padre, direi dell’uomo “ il c.d. pater familias” è sempre stato fin dai tempi antichi quello di essere un solido pilastro sia per la donna in quanto moglie sia per i figli. Ad oggi questo non costituisce più uno stereotipo della nostra società ma è certo che ancora riveste questo ruolo soprattutto nei momenti più difficili ed imprevedibili .

Ecco, è proprio l’imprevedibilità che spiazza di più l’uomo. Non tanto manifestare all’interno della sua famiglia la propria  forza.

Nulla può preparare adeguatamente una madre e tantomeno un padre all’improvvisa nascita di un figlio prematuro ma soprattutto alle eventuali conseguenze della prematurità.

Molti uomini che ho visto nel reparto di neonatologia erano amorevoli e di sostegno per la propria compagna, le sostenevano tenendole il braccio quando le accompagnavano nei reparti di terapia intensiva (TIN)  dove i bimbi erano accuditi nelle incubatrici. Alcuni trattenevano le lacrime per paura di manifestare la loro debolezza e per non alimentare lo sconforto della donna.

La sensazione di smarrimento e di dolore soprattutto nella fase iniziale è fortissima. La donna sola, ospedalizzata con il neonato prematuro da una parte, dall’altra il padre, spesso con altri figli più grandi in casa che non riescono a comprendere la situazione ma soprattutto l’assenza prolungata della madre che potrebbe scatenare una reazione psicologia di gelosia nei confronti del nuovo fratellino appena nato.

Insomma ci sono tante situazioni nuove  che il papà si trova a gestire;

  • Preoccupazione verso la compagna che ha bisogno di conforto soprattutto a livello emotivo;
  • Incertezza sul futuro del bambino a seguito di eventuali conseguenze della prematurità (che non sempre ci sono);
  • Stanchezza nel gestire i figli a casa o altre situazioni famigliari o la casa stessa;

Tutto questo comporta un notevole stress anche se fosse  per il solo fatto di voler gestire al meglio tutte queste situazioni.

CARI papà, siete bravissimi perché forti, determinati e perché affrontate inizialmente tutto senza sosta. Ma il riposo occorre, le lacrime occorrono, parlare con qualche persona esperta occorre. Vi domandate perché?

Perché la partita si svolge tutta in seconda battuta.

Dal momento che il figlio prematuro torna a casa con la madre, è da lì in poi che si gioca la partita. Il futuro che non conoscete vi sottrae energie.

Dovete essere saldi nelle emozioni, costanti nella forza, uomini con la U maiuscola per poter accompagnare vostro figlio nella vita, con gioia anche se con tanto sacrificio.

Non dovete mollare mai. Quando siete stanchi, riposatevi, uscite per una birra ma anche per due birre con un amico. Ma non mollate mai anche se la strada è dura con la vostra presenza e il vostro amore qualsiasi bambino, che possa essere sano o avere qualche patologia o gene diverso sarà sicuramente un bambino felice. Ricordatevi che l’AMORE VERO GUARISCE, L’AMORE VINCE SEMPRE.

Vi lascio da mamma/papà 6 consigli pratici :

  1. Al primo posto deve venire sempre la propria compagna. Se l’avete scelta come madre per i vostri figli vuol dire che Dio ha voluto ed ha benedetto la vostra unione saldandola con l’amore dei figli. I problemi logorano tutte le coppie, dal momento della nascita di un figlio e il rapporto con la compagna cambia, è una prova difficile.

Avere tanta pazienza perchè la donna oltre a dover accettare un cambiamento fisico può andare incontro a problemi di allattamento o crisi post partum. Superato tutto questo, vi accorgerete presto di avere al vostro fianco una donna ancora più bella e forte che sarà in grado come una leonessa di sfidare qualsiasi cosa nell’avvenire. (E chi dovrebbe pensare a voi alla vecchiaia?)

  1. Stabilire sin da subito un contatto fisico con il proprio bambino, sia con la Canguroterapia, sia attraverso la voce

sussurandogli una canzone (anche con l’ausilio del Mami Voice se l’ospedale ne è dotato) o semplicemente parlandogli,

accarezzarlo il più possibile, il contatto fisico e l’odore sono elementi necessari alla crescita. Le coccole di un padre

non sono solo coccole ma sono parte di un sistema curante, così come quelle della madre.

  1. Un lungo percorso di ospedalizzazione va vissuto come un percorso  ed è necessario interagire e confrontarsi anche con le altre famiglie per darsi sostegno a vicenda.  Possono nascere anche belle amicizie con altri papà.
  1. Ogni tanto spezzare la routine quotidiana trascorrendo qualche momento facendo  cose diverse, una passeggiata, una cena fuori, per chiacchierare e riflettere senza pressioni e incombenze.
  1. Se economicamente o psicologicamente non ce la fate, DOVETE (non potete) è un imperativo per il diritto alla felicità del vostro bambino, chiedere AIUTO  alle Associazioni di riferimento, preparate ad ogni difficoltà in merito, con i loro professionisti di fiducia. Soprattutto rilassatevi perchè sono GRATUITE. (Ad esempio nella mia città, Pescara c’è l’Associazione L’Abbraccio dei prematuri che fornisce anche pannolini, carrozzini ed altri beni necessari alle famiglie meno agiate).
  1. Un vero padre ma soprattutto un vero uomo deve imparare ad accogliere il dolore, non a contrastarlo, perchè soltanto accogliendolo esso può diventare fecondo. Questo lo trasmetterete anche a vostro figlio e un giorno vi ringrazierà.

Tanti auguri a tutti i papà, siete speciali.

Manuela Di Dalmazi

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Manuela Di Dalmazi

Manuela Di Dalmazi

MANUELA DI DALMAZI è nata a Guardiagrele in provincia di Chieti, vive a Pescara, Laureata in Giurisprudenza con Master in comunicazione Aziendale collabora come legale con studi di avvocati associati per la difesa del diritto di famiglia. LEGALE dell’Associazione “L’abbraccio dei Prematuri” dell’Ospedale Civile di Pescara per la quale presta la propria opera di volontariato. PRESIDENTE dell’Associazione Accademia Salute e Benessere di Pescara. REDATTRICE per Alessandria Today news. SCRITTRICE per passione; ha pubblicato GERMOGLIA L'ANIMA DESERTA raccolta poetica nella quale tocca anche il tema dei figli. La nuova silloge È TEMPO DI DISOBBEDIRE (Poesie infavolate, poesie virulente ed altri versi) edita per i tipi della LFA Publisher

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